Ruolo del padre nello svezzamento

 

Il ruolo del padre è fondamentale nel sostenere e facilitare la coppia mamma- bambino durante il processo di allattamento e svezzamento.

Infatti, anche se durante i primi mesi di vita il neonato costituisce assieme alla madre un’unità simbiotica dalla quale il padre sembra essere escluso, in realtà quest’ultimo è presente, non solo fisicamente come supporto alle attività materne, ma soprattutto nella mente della madre.

Questa presenza, quando vissuta come significativa e solida, agevola l’evolversi del rapporto mamma-bambino, dalla simbiosi alla separazione ed individuazione del piccolo (Mahler,1975)

Di conseguenza, quando la prospettiva di un recupero graduale del proprio corpo e dell’intimità sessuale oltre che affettiva col marito, è vissuta dalla madre come desiderabile e naturale, per lei diventa possibile e tollerabile accettare di separarsi dall’unione con il corpo del proprio bambino invece di prolungare ad oltranza l’allattamento.

Ostacoli allo svezzamento

Vi sono tuttavia madri che arrivano a sostituire il marito con il figlio, quando il rapporto con il primo sia conflittuale e insoddisfacente, erotizzando la relazione del bambino con il seno.

Ciò accade anche quando il neonato sia di sesso femminile.

Se per una madre poi il cambiamento e la separazione sono vissuti con angoscia, diventa più difficile per il bambino separarsi da lei.

Di conseguenza il suo distacco dal seno per lasciarsi andare al sonno oppure ad attività esplorative, che sono il preludio dell’attività simbolica del pensiero, avviene con difficoltà.

Il ruolo del terzo, nella coppia mamma-bambino può anche in questo caso essere d’aiuto, in quanto favorisce uno spazio di confronto e differenziazione.

Purtroppo vi sono casi in cui la madre fatica a gestire una relazione che preveda più di due membri o altri casi in cui il padre è troppo geloso dell’intimità esclusiva della moglie col figlio, che viene vissuto come rivale della coppia.

Può allora succedere che il padre rinunci o trovi impossibile svolgere il suo ruolo.

Un’altra difficoltà può insorgere quando il padre è fisicamente assente per motivi di lavoro, oppure quando una rivalità con il proprio padre lo faccia sentire inadeguato nell’assumersi il ruolo che gli compete.

In questo caso la madre può sentirsi abbandonata ed escludere ritorsivamente il marito nella gestione delle cure al bambino.

A volte, il fatto che la madre si concentri sul rapporto con i figli può far comodo ad entrambi i genitori, per non affrontare problematiche interne alla coppia.

Accade così che vengano portate a termine diverse gravidanze consecutive per procrastinare il momento in cui i genitori dovranno trovarsi faccia a faccia con i loro problemi.

In tutti i casi ciò avviene a scapito dello sviluppo dell’autonomia dei figli.

Per concludere, possiamo dire che il bambino sarà in grado di tollerare quell’insieme di frustrazioni che vanno sotto il nome di svezzamento (Winnicott, 1971), quando accanto alla madre vi sia un marito che con la sua presenza (reale e immaginata) le permetta di pensare alla separazione come ad un recupero di potenzialità invece che esclusivamente come perdita.

 

Di Marina Mollica

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Immagine di mohamed-hassan da Pixabay

 

Cenni bibliografici

Mahler, M (1975) The psychological birth of the human infant: symbiosis and individuation, Maresfield Library (1985) trad it. La nascita psicologica del bambino, Torino, Boringhieri, 1978.

Winnicott, D.W (1971) Playing and reality, Tavistock; Harmondsworth: Penguin, 1974. trad it. Gioco e Realtà, Roma, Armando, 1974.